Leinì

Leinì, dove agricoltura e tecnologia convivono sapientemente

Storia

Come scrive il CASALIS nel suo “DIZIONARIO GEOGRAFICO” (Vol. IX – Torino 1851) il nome di Leynì ricorda un antico paese, di denominazione somigliante, che sorgeva ne territorio di Moncrivello, presso un lago detto “LANEUS”.
Lo stesso Giovanni PAVIOLO (Segretario Comunale) nel suo opuscolo “CENNI STORICI E STATISTICI SUL COMUNE DI LEYNI’” (Torino 1883), precisa che il villaggio di Leynì sarebbe stato fondato da alcune famiglie venute da Laniasco, piccolo paese su quel di Moncrivello, in riva ad un laghetto detto “LANEUS”.

Difatti Leynì (nel latino mediovale Leynico, Laniacum, Leiniacum) si trova menzionato in un diploma dell’anno 999 col quale l’imperatore Ottone III confermava a Leone Vescovo di Vercelli la Vauda o Valda di Leynì, che ancor prima gli era stata fatta da Berengario II ed Adalberto suo figliolo, re d’Italia, italiani dal 950 al 961.
(Vauda dal celtico “WALD” significa selva).

La scritta Leynì compare solo a partire dal XVI sec.

Nel 1163 – Viterbo e Gualtiero, figli di Robaldo di Lanzo (forse l’avevano avuto dai vescovi di Vercelli) vendono al marchese Guglielmo di Monferrato ogni loro diritto feudale su Leynì.

Nel 1308 secondo alcuni, e dopo secondo altri storici, Corrado e Franceschino Provana, oriundi di Carignano, acquistarono Leynì dal Marchese Giovanni di Monferrato, i cui antenati l’avevano acquistato dai Ribaldo di Lanzo ed era poi stato loro confermato da Federico BARBAROSSA.

Carlo IV nel 1355 riconfermò al Monferrato il feudo di Leynì e costui nel 1372 lo diede in pegno a Casa Savoia.
Il Marchese di Monferrato che era in guerra contro i Saluzzo ed i Visconti di Milano, si alleò con Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde, che li vinse.

Così il Marchese di Monferrato, in compenso, diede ai Savoia “molte Castella” fra cui Leynì.
Questo nel 1379. Così Leynì passò sotto i Savoia che sempre investirono i Conti Provana dal 1380 in poi.
Nel 1388 – la comunità di Leynì ottiene propri “Statuti” confermati poi nel 1442 (scritti in pergamena e custoditi nella Biblioteca Reale di Torino).
Nel XIV sec. – Leynì diede i natali all’Ammiraglio Andrea Provana, il quale si distinse nella guerra contro i Turchi che minacciavano i cavalieri di Malta (1564-65) e nella Battaglia di Lepanto 1571.
Il seicento è un secolo funesto, contrassegnato dal peste, carestie e guerre. Fu un secolo di profonde trasformazioni.
L’ottocento, secolo dell’Unità d’Italia, porta parecchie innovazioni a Leinì: la Caserma dei Carabinieri, il servizio postale, il peso pubblico, il servizio del tram.

Nel secolo attuale Leinì è una graziosa cittadina in costante e continua evoluzione dove agricoltura e tecnologia convivono sapientemente.

Andrea Provana

Andrea II Povana – Conte di Leinì, ammiraglio e uomo d’arme italiano, nasce nel castello di Leinì nell’anno 1511 e si firmerà sempre “Andrea di Leiny”. Figlio di Giacomo III discendente dei Provana di Leinì, Andrea capitanò la flotta sabauda nella battaglia di Lepanto. Fu al seguito del duca Emanuele Filiberto di Savoia, col quale combattè nel castello di Nizza ( 1553 ) durante la guerra contro Enrico II di Francia con l’incarico di maestro di campo generale e luogotenente generale. Dopo aver combattuto a Nizza con Emanuele Filiberto, passò al servizio di Carlo V nelle sue imprese militari in Germania e Francia. La fedeltà dimostrata fu ricompensata dal duca con la nomina di ammiraglio della flotta sabauda e governatore di Villafranca. Ottenuto nel 1557 il governatorato di Villafranca, costituì una flotta e navigò su ordine del duca in varie imprese contro i pirati e in soccorso della flotta spagnola, combattè la pirateria e le scorribande della flotta turca e contro i Barbareschi. Nel 1571 partecipò alla vittoriosa battaglia di Lepanto nella quale si distinse come ammiraglio della flotta dei Savoia. In seguito a quest’impresa ottenne numerosi riconoscimenti: vitalizi dal re Filippo II di Spagna e dal Papa Clemente VIII. Morì in Nizza il 29 maggio 1592 e il suo cadavere fu trasportato nella cappella dei Provana a Frossasco.

Museo della fisarmonica

Nel 1993 in occasione del centenario della fondazione della ditta “Giovanni Verde” (produttrice di fisarmoniche a livello internazionale sin dal 1883), fu istituito il Museo della Fisarmonica.
Nel 2003 il Museo è stato trasferito nell’ala sud di Villa Violante.
Il Museo “Giovanni e Giuseppe VERDE” è stato allestito grazie agli oggetti donati dall’omonima ditta al Comune di Leini.
La collezione espone diversi pezzi che cerano di ricostruire la storia e l’evoluzione della fisarmonica.
All’interno del museo sono esposte un centinaio di fisarmoniche, diversi componenti e macchinari utilizzati per la realizzazione degli strumenti. Va ricordata anche la ricca libreria musicale, in cui si trovano oltre 50.000 spartiti per fisarmonica, proveniente da tutto il mondo, di cui gran parte inediti o difficilmente reperibili. La libreria è quindi un patrimonio di musica stampata e di documenti storico-musicali.